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AmbienteIL CONSORZIO CONOE E NUR INTERNATIONAL SIGLANO UNA PARTNERSHIP A TUTELA DEL MARE

IL CONSORZIO CONOE E NUR INTERNATIONAL SIGLANO UNA PARTNERSHIP A TUTELA DEL MARE

Sottoscritto a Roma presso la sede del Conoe (Consorzio Nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti) un importante accordo tra lo stesso Conoe e la società Nur International per lo sviluppo sostenibile, l’analisi, il controllo e il monitoraggio della filiera degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti a fini ambientali, a tutela della salute pubblica e allo scopo di ridurre la dispersione del rifiuto, trasformando un costo ambientale ed economico in una risorsa rinnovabile. L’accordo è stato sottoscritto da Tommaso Campanile, presidente Consorzio Conoe, e da Luigi Dalla Pozza, ad di Nur International, alla presenza di Francesco Mancini, direttore generale Conoe. L’occasione della cooperazione nasce con l’innovativo e importante progetto “Nurforsea”, a tutela dell’ecosistema marino, progetto che verrà sviluppato in collaborazione con alcune aziende idriche in house della Lombardia. Non sempre il cattivo smaltimento dipende dalla non volontà dei cittadini. I cittadini nelle grandi città, realtà estremamente urbanizzate, molto spesso, semplicemente, non sanno come fare per raccogliere e dove portare a smaltimento l’olio esausto. Per questo motivo, la sinergia rilanciata dalle due organizzazioni prevede la pianificazione e il collocamento di nuovi contenitori, adibiti a questo scopo, in molte realtà urbane. Un modo per agevolare la raccolta, che spesso è penalizzata da una scarsa informazione sui danni dello scorretto smaltimento, ma che altrettanto spesso è difficile perché le persone non sanno dove mettere l’olio esausto raccolto che spesso finisce nelle acque dei nostri mari. Importante ribadire che nel corso degli anni, l’adesione al Conoe è cresciuta costantemente e, a oggi, partecipano al sistema consortile più di una decina di associazioni di categoria in rappresentanza di oltre 300mila produttori di olio esausto (principalmente attività commerciali ed artigianali per la ristorazione), realtà economiche e associative di categoria in rappresentanza di oltre 500 aziende di raccolta e stoccaggio e una realtà economica in rappresentanza di oltre 60 aziende di rigenerazione per il riciclo del rifiuto in materie prime, senza dimenticare la presenza di alcune associazioni di categoria in rappresentanza dei produttori di oli alimentari.

Gli oli esausti possono essere recuperati in molteplici processi e applicazioni: possono essere utilizzati come sorgente di energia rinnovabile in impianti di co-generazione; possono essere trasformati in biolubrificanti adatti all’utilizzo in macchine agricole o nautiche, nonché in prodotti per la cosmesi, saponi industriali, inchiostri, grassi per la concia e cere per auto. Negli ultimi anni, il principale mercato di sbocco per il recupero di questo rifiuto ha riguardato l’utilizzo come materia prima per la produzione di biodiesel: un combustibile vegetale non tossico e biodegradabile che può essere utilizzato come carburante per autotrazione in sostituzione o in miscelazione con carburanti di origine fossile, riducendo il contributo di emissioni di Co2 nel settore dei trasporti. Nel sistema Conoe circa il 90 per cento degli oli vegetali esausti viene avviato a produzione di biodiesel. Questa forma di recupero, oltre a scongiurare impatti dannosi sul territorio e sulla salute delle persone, grazie alla corretta gestione del rifiuto assieme alla crescita dell’economia circolare, promuove anche la transizione verso una economia a basse emissioni, sia come produzione di fonti rinnovabili sia come riduzione netta delle emissioni di gas serra, fattore oggi ancora più importante dopo lo storico accordo globale sul clima siglato a Parigi.

In tale scenario, il progetto “Nurforsea”, con il protagonismo della società Nur International, intende richiamare l’attenzione della cittadinanza e delle istituzioni sull’importanza di integrare la raccolta domestica degli oli vegetali esausti con modelli che possano incentivare e facilitare la gestione in ambito casalingo, adoperando ed educando al corretto utilizzo di contenitori piccoli da riutilizzare, senza sprechi, e con un servizio organizzato porta a porta o con punti di raccolta di immediata prossimità.

di Domenico Letizia

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